Sabato 17 gennaio, durante l’Open Day del Liceo Scientifico “Antonio Labriola”, i nostri studenti del progetto HOPE – Hands On Physics Experience hanno presentato i propri lavori direttamente nei locali della scuola, mostrando al pubblico non solo i risultati, ma anche il percorso: idee, prove, prototipi, correzioni e scelte progettuali.
Accanto al team del MIT, e agli ex studenti del Liceo nel cortile dell’istituto abbiamo vissuto un momento speciale: la costruzione collettiva di una grande piramide, un tetraedro composto da tanti piccoli tetraedri, realizzato passo dopo passo grazie al contributo di tutti. Un’attività che, a prima vista, potrebbe sembrare “solo un gioco”, ma che in realtà racchiude il cuore della didattica HOPE: imparare facendo, imparare insieme. Perché la scuola è un laboratorio vivo, dove si costruiscono idee e relazioni.
Costruire una struttura di questo tipo significa portare la matematica fuori dal quaderno: la geometria diventa reale, prende spazio, volume, forma. E allo stesso tempo è fisica applicata, senza filtri: peso e distribuzione delle masse, baricentro, equilibrio, stabilità, tensione e trazione, resistenza dei materiali. Concetti che si studiano sui libri, ma che qui si vedono, si misurano e si comprendono con gli occhi e con le mani.
Nel tentativo di appenderla a un albero, la sfida è diventata ancora più autentica. Quando la struttura si è staccata, non è stato un fallimento: è stato debug, come in ogni vero processo di progettazione. Si osserva cosa non ha funzionato, si analizza, si migliora, si riprova. È così che si costruisce competenza, e soprattutto fiducia.
HOPE non è solo un progetto di fisica: è un modo di vivere la scuola. Un modo di imparare sul serio, di collaborare davvero, di scoprire che dietro ogni costruzione c’è un pensiero, e dietro ogni risultato c’è una comunità che lavora insieme.


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